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Fashion Culture

Gli stili della moda: il "Grunge"

Post 06 Ottobre 2011 By In Magazine
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Per comprendere pienamente cosa ha rappresentato per i giovani del mondo occidentale lo stile grunge degli anni 90 è necessario calarsi in una dimensione anticonformista che rompe le regole lo stile e le convenzioni tipiche delle società ordinarie.

Nato in contrapposizione all’edonismo dei lussuosi anni 80, dei capi firmati, dei giovani dall’aspetto curato in ogni minima parte, esso si presenta all’inizio degli anni 90 come una prepotente alternativa di nuova moda urbana.

Il termine, preso direttamente dallo slang americano, deriva dall’aggettivo “grungy” che significa “sporco”, “sudicio” e vuole volutamente infrangere i canoni dell’estetica e del perbenismo incline al buon gusto. Ma essere “Grunge”, negli anni 90, non era solo indossare jeans sdruciti, camicie a quadrettoni di flanella sotto povere felpe slabbrate, calzando scarpe sporche e scucite… essere grunge, negli anni 90 rappresentava un vero e proprio stile di vita.

Kurt-CobainCome spesso accade, ogni moda generazionale che si rispetti, nasce rappresentata e interpretata da precursori che provengono dal fertile mondo della musica underground. In questo caso il pioniere per eccellenza dello stile grunge ha il volto e il nome dell’indimenticabile Kurt Cobain scomparso il 5 aprile del 1994, leader indiscusso della band Nirvana, una band che nasce a Seattle e che grazie al suo stile alternativo ruppe ogni norma conformista ed ottenne un successo planetario.

L’industria del pronto moda, sempre sensibile a recepire i fermenti che provengono dal basso, iniziò quindi ad attivarsi e ad occuparsi febbrilmente di questo fenomeno per poter vendere ai suoi prezzi lo stile povero chiamato Grunge. Nacquero così intere collezioni di jeans, felpe, scarpe, camicie, giubbotti, opportunamente invecchiati con tecniche sempre più raffinate di usura nei lavaggi e nelle lavorazioni ed i negozi si riempirono di nuovissimi capi apparentemente vecchi.

Sicuramente questo successo mondiale dello stile “povero” non è quello che immaginavano i loro precursori, coloro che ignari del futuro, chiusi nei loro ghetti urbani, di questo stile anticonformista avevano fatto una vera e propria ragione di vita.

Già a metà degli anni 90, in concomitanza col crescente successo mondiale di questo fenomeno, iniziarono a girare per Seattle malinconiche magliette che riportavano una scritta: “Grunge is dead” (il grunge è morto) ad informare che quell’enorme successo ne dichiarava in realtà il declino nella sua essenza più pura: cioè la sua filosofia.

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damiana

damiana

L'eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare.

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